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Routine in viaggio 

Ho deciso di provare a descrivere cosa si prova a essere una donna e a essere costretta, per cause di lavoro, a viaggiare. Faccio la truccatrice, spesso mi mandano alle conferenze dall’altra parte del mondo per vedere le nuove linee di prodotti o per fare dei meeting particolari con aziende o grandi esperti del settore.

Ovviamente, essere impeccabili è la regola fondamentale per poter sopravvivere alle riunioni di arpie pronte ad additarti se hai un trucco con colori non di tendenza o la borsa di Tal de Tali dell’anno precedente.

Funziona più o meno così: mi sveglio due ore prima dell’appuntamento in agenda e non scendo a fare colazione, non perché sia a dieta o non abbia fame, ma perché altrimenti non riesco a far tutto. Mi fiondo sotto la doccia e lavo anche i capelli, che asciugo mettendoli in piega nella maniera migliore possibile.

È poi il momento della piastra GHD: un giorno lisci, un giorno mossi, è una regola non scritta in queste situazioni. Questa parte arriverà anche poco prima di uscire dalla stanza d’albergo, specialmente se si hanno i capelli lisci o se si è deciso di renderli come spaghetti.

Arriva il momento del trucco: la parte più difficile. Il mio trucco personale è di mantenermi su toni del nude, specialmente per quanto riguarda la parte degli occhi, non per questioni di stile, ma solo per sembrare di un aspetto decente, anche senza troppo make up.

A questo punto, è il rossetto a divenire il protagonista del volto, quindi passo una buona mezz’ora a cercare quello giusto. Un’altra mezz’ora se ne va con la scelta azzeccata degli abiti e, appena prima di uscire, un’altra piastrata ai capelli e la speranza di poter sopravvivere alla giornata.

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